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Atti criminali e diritto a prestazioni INAIL

a cura di Avv. Mauro Dalla Chiesa

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione Civile con sentenza n. 17685-2015 hanno preso posizione sul contrasto giurisprudenziale che prevedeva diverse soluzioni in caso di fatti dolosi del terzo (aggressioni violente – omicidi) nei seguenti testuali termini: per tali ragioni va riaffermato il principio secondo cui "la espressa introduzione dell'ipotesi legislativa dell'infortunio in itinere non ha derogato alla norma fondamentale che prevede la necessità non solo della "causa violenta", ma anche della "occasione di lavoro", con la conseguenza che, in caso di fatto doloso del terzo, legittimamente va esclusa dalla tutela la fattispecie nella quale in sostanza venga a mancare la "occasione di lavoro" in quanto il collegamento tra l'evento e il "normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione e quello di lavoro" risulti assolutamente marginale e basato esclusivamente su una mera coincidenza cronologica e topografica (come nel caso in cui il fatto criminoso sia riconducibile a rapporti personali tra l'aggressore e la vittima del tutto estranei all'attività lavorativa ed a situazioni di pericolo individuale, alle quali la sola vittima è, di fatto, esposta ovunque si rechi o si trovi, indipendentemente dal percorso seguito per recarsi al lavoro).

Secondo un consolidato orientamento giurisprudenziale nella nozione di occasione di lavoro rientrano tutti i fatti, anche straordinari ed imprevedibili, inerenti all'ambiente, alle macchine, alle persone, al comportamento dello stesso lavoratore purchè attinenti alle condizioni di svolgimento della prestazione, ivi compresi gli spostamenti spaziali funzionali allo svolgimento della prestazione con l'unico limite del rischio elettivo.

Per l'art. 2 deve esistere un rapporto di "occasionalità necessaria" tra lavoro e infortunio; un nesso cioè di natura funzionale, che abbia un rapporto con le incombenze alle quali il lavoratore è adibito.

La citata sentenza delle Sez. Unite ha chiarito il rapporto dell'art. 2 cit. con il D.Lgs. 23 febbraio 2000, n. 38, art. 12 (che ha introdotto l'ipotesi dell'infortunio "in itinere") ed analizzato nella medesima pronuncia la fattispecie dell'infortunio cagionato dal fatto doloso del terzo, la quale va pure essa calata all'interno del concetto generale di occasione.

L’occasione di lavoro di cui al D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1224, art. 2, ricomprende tutte le condizioni, incluse quelle ambientali e socio-economiche in cui l'attività lavorativa si svolge e nelle quali è insito un rischio di danno per il lavoratore, indipendentemente dal fatto che tale danno provenga dall'apparato produttivo o dipenda da terzi o da fatti e situazioni proprie del lavoratore, con il solo limite, in questo caso, del cosiddetto “rischio elettivo". Dunque, secondo la giurisprudenza, l'assicurato non ha diritto all'indennizzo soltanto quando l'infortunio derivi da "rischio elettivo", ossia quando esso sia la conseguenza di un rischio collegato ad un comportamento volontario, volto a soddisfare esigenze meramente personali e, comunque, indipendente dall'attività lavorativa, cioè di rischio generato da un'attività che non abbia rapporto con lo svolgimento dell'attività lavorativa o che esorbiti in modo irrazionale dai limiti di essa.

Venendo a casi concreti.

Associato Anmil direttore centro commerciale in Venezia
Il soggetto direttore commerciale di un negozio incontrava casualmente il neo assunto magazziniere del medesimo punto vendita, che gli chiedeva di essere accompagnato presso la propria abitazione. Giunto al domicilio, questi colpiva ripetutamente il direttore con un’arma da taglio al lato sinistro del collo e successivamente con il braccio sinistro tentava di soffocarlo contro il proprio torace, intanto che, con la mano destra, gli sottraeva dalle tasche le chiavi di casa e del negozio. Nella convinzione di aver ormai assassinato la vittima, il collega di lavoro allentava la presa ed in quel momento l’aggredito tentava la fuga ma veniva nuovamente colpito alla parte destra del collo. Al termine dell’impari colluttazione, il malvivente rubava il veicolo e si recava nel negozio introducendosi illegalmente all'interno dei locali sfondando una porta ed aprendo la cassaforte peraltro vuota (l’incasso giornaliero in contanti era invece celato nel bagagliaio del veicolo).
L’INAIL dapprima concedeva la rendita, poi, ad esito del procedimento penale di condanna per tentato omicidio del malfattore decideva di revocare per errore il beneficio previdenziale. A seguito di recente sentenza del Tribunale di Modena la rendita veniva ripristinata in applicazione dei principi giurisprudenziali.

Associata Anmil collaboratrice domestica avvelenata dal tallio:
Nel mese di dicembre 2017 i carabinieri di Desio (Monza), hanno arrestato Mattia Del Zotto, 27 anni, per omicidio volontario e tentato omicidio. Il giovane è accusato di aver ucciso i nonni e una zia, mediante somministrazione premeditata di tallio (un potentissimo topicida). Il giovane è il presunto autore dell'avvelenamento da metallo pesante di un'intera famiglia di Nova Milanese. Le vittime sono i nonni del giovane e la zia. Altre cinque persone tra cui la badante di famiglia sono state ricoverate in ospedale per avvelenamento.
La badante di famiglia si è rivolta ad ANMIL ed ha ottenuto l’indennizzo dall’INAIL. Al momento la signora è da dieci mesi ancora ricoverata in ospedale per cure ed è in attesa di ricevere la liquidazione della rendita.

AVV. MAURO DALLA CHIESA

Laureato in Giurisprudenza all’Università Statale di Milano è iscritto all’Albo degli Avvocati del Foro di Varese e patrocinante innanzi la Corte di Cassazione ed alle giurisprudenze Superiori. Dal 1992 si occupa in particolare di diritto del lavoro con riferimento ad infortuni sul lavoro e malattie professionali, in collaborazione con ANMIL. Ha maturato un’importante esperienza nel settore patrocinando molti infortunati invalidi del lavoro in tutte le vertenze di categoria. Attualmente è fiduciario delle sedi ANMIL di Gallarate, Varese, Verbania, Biella, Novara ed è consulente legale nazionale dello stesso Patronato. E’ autore di pubblicazioni sul sito internet dell’ANMIL, “Obiettivo Tutela” e collabora con il mensile “Vita”.

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